CBBG - CASA BIFAMILIARE BENETOLLO A GNOSCA

Mappale
N° 420 RFD, Via Semon 19, Gnosca

Progetto
2007 con Arch. Benetollo

Esecuzione
2009

Committente
Gaetano e Dorothea Benetollo - Gnosca

Cubatura SIA 416
mc. 1'570

Superficie del terreno
ST mq. 887

Superficie Edificata
SE mq. 240

Superficie Utile Lorda
SUL mq. 345

Superficie Utile Netta
SUN mq. 230

Coautore
Arch. Marco Benetollo - Gnosca

Ingegnere civile
Ing. Geo Viviani - Lugano

Ingegnere elettrotecnico
Alpiq InTec Ticino SA - Bellinzona

Ingegnere RVS
Studio tecnico Diego Fenazzi - Bellinzona
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Relazione
I committenti desideravano edificare una casa bifamiliare formata da due appartamenti - uno di 4½ locali e uno di 5½ - rispondenti ad un programma abitativo usuale e più precisamente: atrio d’entrata, soggiorno e sala da pranzo con terrazza, cucina, studio, due o tre camere da letto, sala da bagno e doccia.
Al piano interrato si chiedeva di organizzare, oltre al locale tecnico ed alla lavanderia-stireria, un locale comune per lo svago, una sauna e un locale disponibile.
L’autorimessa per due autovetture andava prevista nel medesimo volume dell’edificio abitativo.
Si richiedeva pure di organizzare gli spazi esterni con una pergola, un deposito per attrezzi da giardino e la possibilità di edificare in un secondo tempo una piscina, quale prolungamento della zona giorno verso gli spazi esterni.
Si trattava di definire un progetto compatto che rispondesse correttamente alla morfologia del terreno quasi pianeggiante con una lieve pendenza in direzione del fiume Ticino a Est e con una ripida scarpata lungo il confine Est per collegarsi al terreno sottostante di quasi due metri di dislivello.
La particella è ben servita dalla strada comunale lungo il confine Sud e da una strada di servizio particellare lungo il confine Ovest.
Le viste preponderanti sono: in direzione del Monte Matro a Nord, che fa da bivio all’imbocco della valle Leventina e alla valle di Blenio, e in direzione del Gesero verso Sud-Est, che domina l’imbocco della valle Mesolcina.
Il progetto nasce dalla volontà di evidenziare la dualità tra zona giorno e zona notte.
L’utilizzo di elementi geometrici elementari ha accentuato questa intenzione.
Il disegno planimetrico si è fondato su di un quadrato di 15,60 metri di lato, suddiviso in due parti da una fascia di servizio principale così da generare la zona giorno a Sud e la zona notte a Nord.
La necessità di avere per ogni zona uno spazio servente ed uno servito ha portato all’ulteriore suddivisione della zona notte, con l’inserimento di una fascia di servizio secondaria.
In ogni appartamento si è dunque introdotta una fascia di servizio principale ed una fascia di servizio secondaria per ogni singola zona.
Si è infine scelto di realizzare l’involucro dell’edificio con parti opache (chiuso) e parti trasparenti (aperto), formate da multipli dell’unità di base che è la larghezza della fascia di servizio.
Queste suddivisioni sono state dettate dall’orientamento e dalla volontà di prolungarsi verso gli spazi esterni.
La scelta si è poi materializzata con l’uso del calcestruzzo facciavista per le parti opache, ritmate da piccole aperture, e di serramenti scorrevoli da pavimento a soffitto per le parti trasparenti.
Lo schema di base è stato in seguito adeguato alle esigenze funzionali e costruttive del progetto.
Non si è volutamente ricercato un dialogo con gli edifici circostanti, vista l’elevata disomogeneità creata dall’edilizia estensiva e la lontananza della particella dagli elementi di valore del nucleo del villaggio, bensì si è scelto di intervenire con un volume monolitico ben ancorato al terreno e che ne valorizzi le caratteristiche morfologiche.
L’accesso all’edificio avviene dalla strada di servizio particellare e dei muri, che si prolungano oltre la facciata, separano lo spazio pubblico da quello provato.
Dalla facciata opposta, un muro di sostegno perpendicolare all’edificio si estende fino al limite della particella e si conclude con la pergola, organizzando il giardino in due spazi esterni ben distinti e situati su due livelli differenti: lo spazio di svago al medesimo livello del piano terreno, il frutteto con l’orto ad un livello inferiore di un metro per rimanere alla medesima quota del terreno naturale in direzione Nord.
Lungo questo muro potrà essere realizzata in futuro la piscina, della medesima larghezza della pergola per completarne correttamente il disegno geometrico.
Per quanto concerne il risparmio energetico, si è optato per la produzione del calore tramite termopompa aria-acqua con distribuzione per mezzo di serpentine annegate nei pavimenti, produzione dell’acqua calda con collettori solari combinati al sistema tradizionale elettrico ed infine il ricambio dell’aria garantito dalla ventilazione meccanica con ricupero del calore (ventilazione controllata).
L’edificio è stato certificato secondo lo standard MINERGIE® (certificazione TI-179 /19.07.2010).
Il risultato finale ha soddisfatto pienamente le aspettative dei committenti, sia dal profilo architettonico, sia da quello organizzativo degli spazi abitativi e degli spazi esterni, come pure dal profilo energetico.

http://www.architekturpreis-beton.ch/2013/CASA-BIFAMILIARE--GNOSCA
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