RCM - RISTRUTTURAZIONE VILLA MARZIALE A MONTAGNOLA

Mappali
N° 447, 448 e 1949 RFD, Via Bagena 14, Montagnola

Progetto
2003

Esecuzione
2006

Committente
Roberto Marziale - Montagnola

Cubatura SIA 216
mc. 3'000

Superficie del terreno
ST mq. 9'911

Superficie Edificata
SE mq. 630

Superficie Utile Lorda
SUL mq. 420

Superficie Utile Netta
SUN mq. 335

Collaboratore
Marco Benetollo

Direzione Lavori
Arch. Giorgio Petrini

Ingegnere civile
Ing. Geo Viviani - Lugano

Ingegnere elettrotecnico
Piona Elproject SA - Manno

Ingegnere RVS
Visani Rusconi Talleri SA - Lugano

Fotografo
Filippo Simonetti


Relazione

Si è trattato di ristrutturare una villa signorile edificata negli anni ‘60 dall’architetto Bruno Klauser, il quale aveva allestito un progetto moderno, sicuramente influenzato dall’architettura portata in Ticino in quegli stessi anni dal noto architetto californiano Richard Neutra. Non è da escludere sia avvenuta una collaborazione con i responsabili dei progetti ticinesi di Neutra.
Con la ristrutturazione si sono volute mantenere il più possibile le qualità architettoniche dell’edificio, organizzato con gli spazi disposti orizzontalmente su un unico livello - malgrado vi sia anche un piano seminterrato ricavato grazie all’orografia del terreno - in forte dialogo di contrasto con le linee frastagliate delle montagne che contornano il lago di Lugano e che ne accentuano la sua orizzontalità, grazie all’orientamento delle vetrate proprio in questa direzione dalla vista più suggestiva.
La soletta di copertura è sorretta da quattro lame in muratura di pietra naturale facciavista, più una quinta che sorregge la vasta terrazza esterna, e le grandi campate sono rinforzate da esili travi e pilastri metallici posizionati all’esterno degli spazi abitati, accentuando notevolmente la leggerezza della copertura e l’orizzontalità della villa.
Lunghe vetrate collegano le murature portanti e permettono di ottenere una enorme trasparenza per tutti gli spazi abitativi rivolti verso la natura del giardino circostante o, ancora meglio, di far entrare nella casa la vegetazione del luogo, come da tempo ci aveva insegnato Neutra con le sue case californiane; concetto al quale si era ispirato anche Jean Nouvel per la progettazione dello stabile della Fondation Cartier di Parigi, edificato quasi una trentina di anni dopo.
In definitiva si trattava di evidenziare le spine in pietra naturale, la soletta dai grandi sbalzi, i rinforzi strutturali  eseguiti con travi e pilastri metallici che si estendono oltre la soletta di copertura e prolungano gli spazi verso la terrazza che si estende con la piscina fino al giardino, ed infine le grandi aperture dalla massima trasparenza.
Si è dunque proceduto ad una pulizia formale, garantendo quella filosofia minimalista tanto cara a Neutra, ereditata dal suo concittadino d’origine Adolf Loos, e per noi di fondamentale importanza, sia nella riorganizzazione interna dei locali, ma soprattutto nello studio dei dettagli di ogni singolo elemento costruttivo, fino all’arredamento fisso e mobile disegnato appositamente per questa villa.
Grande attenzione è stata data allo studio dei serramenti che mettessero in evidenza nel migliore dei modi la trasparenza delle grandi aperture rivolte verso la natura, portando alla memoria la nota frase di Ludwig Mies Van der Rohe “Che cosa sarebbe il calcestruzzo, che cosa sarebbe l’acciaio, senza il vetro” (13.03.1933).
Pochi i materiali utilizzati: la pietra Basaltina romana in grande formato per tutti pavimenti e per i rivestimenti dei bagni, il legno di noce a venatura orizzontale contrastato da parti nere per le porte interne e per l’arredamento, il gesso per le pareti e i soffitti, l’acciaio verniciato per gli stipiti complanari alle pareti e di spessore di soli 3 mm, l’alluminio termolaccato per i serramenti e il vetro ultra-trasparente inserito nella grandi campiture fisse o scorrevoli.
Pochi anche i colori usati: il grigio antracite della pietra Basaltina, il color noce trattato al naturale per gli elementi in legno valorizzato con parti nere di contrasto, il grigio antracite metallizzato per gli stipiti e i serramenti, il bianco per le pareti e i soffitti con parti  in nero per neutralizzarne la presenza ed infine il blu notte quale unico colore vero e proprio per le parti metalliche esterne delle travi, dei pilastri, dei parapetti e dei cancelli.
Queste scelte sono state dettate dalla volontà di rendere sobri gli spazi e permettere di evidenziare maggiormente le opere d’arte contemporanea della collezione privata e soprattutto le persone che abitano la villa.
Il risultato finale è molto soddisfacente e, a detta dei proprietari, è andato oltre le loro aspettative iniziali.
Non vorrei peccare di presunzione, ma ritengo che il lavoro di ristrutturazione eseguito in questa villa possa servire da esempio per altri edifici di importanza culturale presenti sul territorio ticinese e meriti un particolare plauso. Ovviamente interventi di questo tipo comportano dei costi non indifferenti.